Santiago Calatrava Valls

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La Spagna è sempre stata la culla di grandi architetti. L’intero paese è pieno di edifici meravigliosi, dalle città murate del Medioevo, alle sue grandi cattedrali di stili multipli, ai suoi musei e parchi, rappresentano una tradizione invidiabile per qualsiasi paese.

Dalla fine del XX secolo spicca il lavoro di questo valenciano, che oltre ad essere architetto è anche ingegnere e scultore, professioni presenti in tutta la sua opera. L’audacia formale dei suoi edifici è alimentata dall’altrettanto audace manipolazione dei materiali, in particolare cemento e acciaio, che gli permettono di trasformare un ponte in una spettacolare scultura, un edificio in un’allegoria della natura che ricorda uccelli, tartarughe, dinosauri.

Il lavoro di Calatrava non è mai stato esente da polemiche, non solo tra gli architetti ma anche tra gli stessi utenti. Le dimensioni epiche che ogni progetto conferisce, le strutture vertiginose che le sostengono, le forme per alcuni capricciose, vanno di pari passo con problemi di bilancio, le loro stime sono sempre inferiori, le difficoltà costruttive che richiedono sempre più manodopera che lavori specifici e conseguenti problemi in termini di errori di manutenzione e di costruzione, perdite ed un lungo eccetera… Tuttavia non sono riusciti a mettere in ombra la grandiosità del suo lavoro, presente in quasi tutte le grandi città d’Europa e d’America.

Alcuni esempi dei tanti progetti realizzati da Calatrava, a rischio di tralasciare altri altrettanto importanti, sarebbero:

Stadelhofen Railway Station (1983), la sua prima opera di qualsiasi importanza, situata nel centro di Zurigo dove aveva anche stabilito il suo ufficio. L’anno successivo, il ponte Bac de Roda a Barcellona iniziò a conferirgli un riconoscimento internazionale. Poi il ponte Lusitania a Mérida (1991), il ponte Alamillo a Siviglia (1992) e il ponte del 9 ottobre a Valencia (1995).

Nel 1989 Calatrava ha aperto un ufficio a Parigi, mentre progettava la stazione ferroviaria dell’aeroporto di Lione chiamata Stazione TGV di Lione-Saint-Exupéry.

Nel 1991 ha creato il suo terzo ufficio, questa volta a Valencia, dove ha lavorato in quello che sarebbe stato uno dei suoi progetti emblematici, La Città delle Arti e delle Scienze.

Nel 1992 Calatrava ha progettato la torre di comunicazione Montjuic (Barcellona) e uno dei ponti dell’Esposizione Universale di Siviglia, il Puente del Alamillo. Nel 2003 ha completato l’edificio dell’Auditorium di Tenerife nella città di Santa Cruz de Tenerife, anche una delle sue opere più riconosciute per la sua bellezza e audacia.

Successivamente, nel 2009, è stato inaugurato il Samuel Beckett Bridge a Dublino (Irlanda).

Nel 2010 l’edificio Roundhouse, nel comune di Suhr, Canton Argovia (Svizzera). Nel 2014 è stato selezionato per realizzare il progetto di ricostruzione della Chiesa greco-ortodossa distrutta negli attentati dell’11 settembre 2001 a New York.11, un design ispirato alle forme dell’iconografia bizantina, nello stile di Hagia Sophia.

Nel 2016 è stato inaugurato a New York l’Oculus, opera che aveva ricevuto nel 2003 l’Infrastruttura Intermodale del 1 World Trade Center, nel cosiddetto Ground Zero generato dopo gli attentati dell’11 settembre 2001. L’interscambio unisce i trasporti di tre diversi mezzi: i treni pendolari della Trans-Hudson Port Authority, la metropolitana di New York e il collegamento ferroviario con l’aeroporto internazionale John F. Kennedy.

Per questo edificio Calatrava progetta una struttura in vetro e acciaio che ha l’aspetto, secondo le sue stesse parole, di “un uccello liberato dalle mani di un bambino”. Come abbiamo sottolineato, la controversia è sempre stata presente intorno all’opera di Santiago Calatrava. Oltre ad aver ricevuto numerosi riconoscimenti, ha vinto i più importanti premi in Architettura e Ingegneria, il Principe delle Asturie, più volte il Premio Nazionale di Architettura di Spagna, il Premio Nazionale di Ingegneria tra molti altri, titoli onorifici e dottorati di le più prestigiose università, è stata anche duramente criticata per gli alti costi di realizzazione dei propri progetti, che triplicano nel corso della loro esecuzione, modalità talvolta considerate capricciose dagli esperti, che non tengono conto dell’ambiente in cui si trovano , i gravi problemi strutturali insorti in alcuni casi, le difficoltà per una corretta manutenzione, hanno dato luogo a molteplici cause legali da parte delle autorità anche nel 2013, la Generalitat Valenciana ha proposto di intraprendere azioni legali per le frane che nel dicembre dello stesso anno sono state prodotto in parte del rivestimento ceramico del Palacio de las Artes Reina Sofia.

Infine, con un accordo amichevole, l’architetto e la società di costruzioni UTE, hanno pagato le riparazioni necessarie. In questo breve approccio all’opera di Santiago Calatrava, possiamo visualizzare la vertiginosa carriera di questo grande architetto valenciano, ed è un invito a visitare quasi necessariamente le sue opere che attireranno la vostra attenzione per la loro grandezza e particolare bellezza.

È il caso della Città delle Arti e delle Scienze (Ciutat de les Arts i les Ciencies) a Valencia, città natale di Santiago Calatrava, considerata una delle sue opere più importanti per le sue dimensioni epiche, dove si riflettono concetti artistici, architettonici e caratteristiche strutturali che caratterizzano il suo lavoro.

Questo progetto è nato nel 1989 come idea del presidente della Generalitat per l’epoca, Joan Lerna, e del Dr. José María Bernabé, Direttore della pianificazione e degli studi, per fornire alla città un grande centro dedicato alla Scienza. Per fare questo, ha creato un team multidisciplinare guidato dallo scienziato Antonio Ten Ros per la stesura di una prima proposta per una Città della Scienza e della Tecnologia per la città di Valencia.

Dopo molteplici modifiche all’idea originaria, il progetto viene affidato all’architetto Santiago Calatrava, che insieme all’architetto Felix Candela (1910/1997) ha dato il via alla progettazione del gigantesco e ambizioso progetto.

I lavori iniziarono nel 1994 e dopo un cambio di governo i lavori furono paralizzati, si decise di eliminare la torre e proseguire con la proposta architettonica di Calatrava, aggiungendo arte al concept per formare la Città delle Arti e delle Scienze.

Calatrava ha presentato il suo secondo progetto nel 1996, lasciandogli responsabile di tre degli edifici: L`Hemispheric, il Palazzo delle Arti e il Museo delle Scienze, mentre il suo insegnante, Felix Candela, era responsabile di LÒceanográfic.

Nell’aprile 98 fu inaugurato L`hemisferic e undici mesi dopo il Museo delle Scienze Principe Felipe.

Nel dicembre 2002 è stato inaugurato L’ Oceanografic, il più grande acquario d’Europa. Nell’ottobre 2005 i lavori si sono conclusi con l’apertura del Palazzo delle Arti Reina Sofía.

La Città delle Arti e delle Scienze ha una superficie di 350.000 metri quadrati, concepita come una città nella città. Un grande spazio aperto, dedicato alla ricreazione incentrata sull’idea di svago culturale e intelligente, essendo questo il più grande centro del suo genere in Europa.

La Città delle Arti e delle Scienze è composta dai seguenti complessi:

PALAU DE LES ARTS REINA SOFIA

Uno spettacolare edificio dedicato alle arti dello spettacolo. Con più di 70 metri di altezza, è suddiviso in 4 sale indipendenti, dotate delle più moderne tecnologie per rappresentare ogni tipo di opera, musical, teatro o danza.

HEMISFERIC

È una sala per proiezioni cinematografiche IMAX, planetario e laser con uno schermo di 900 m2. L’edificio è stato progettato da Calatrava a forma di occhio, che si riflette in un lago di 24.000 m2.

MUSEO DE LAS CIENCIAS PRÍNCIPE FELIPE

La sua forma ricorda lo scheletro di una balena. È un museo della scienza interattivo. Occupa circa 40.000 mq distribuiti su tre piani.

OCEANOGRAFIC

È il più grande acquario d’Europa. La sua copertura a forma di ninfea è opera dell’architetto Félix Candela (1910/1997). Conta 45.000 esemplari di oltre 500 specie marine diverse in 9 aree che rappresentano gli ecosistemi più importanti del pianeta.

AGORA

È uno spazio molto versatile che permette lo svolgimento di eventi di diversa natura. Un palco multifunzionale progettato per ospitare congressi, convegni, concerti, spettacoli o mostre.

Questo meraviglioso complesso culturale è diventato un simbolo della città di Valencia ed è un must per i suoi cittadini e turisti.